"Yes, there are two paths you can go by, but in the long run
There's still time to change the road you're on."
(Stairway to Heaven, Led Zeppelin)
E' passato più di un mese dal mio ultimo post. Giorni si sono succeduti a giorni, avvenimenti hanno sostituito altri più stantii sulle bocche della gente, notizie su notizie hanno dato modo a faziosi giornalisti di raccogliere opinioni di politici sornioni ed imbrattare giornali, che hanno poi avvolto indecorosamente pesce fresco, panini e teste di solerti imbianchini. Sono successe numerose cose al mondo e nel mio piccolo mondo che è umanamente impossibile scrivere anche solo una facezia per ognuna di esse.
Ma alcune di esse, solo alcune, sono riuscite a suscitare il mio più profondo stupore e sono quelle che mi accingo a proporvi in breve sintesi per suscitare anche il vostro.
Chi l'avrebbe mai detto!!!
- I cittadini degli Stati Uniti d'America, i quali dopo due amministrazioni Bush avevano dato al mondo di che dubitare del loro acume, sono riusciti ad eleggere il primo presidente di colore. Il che, dopo che le televisioni di mezzo mondo avevano ingaggiato una campagna mediatica a suo favore che neanche fosse stato
un incrocio tra Gandhi e Gesù, non mi ha neanche stupito più di tanto. Ho il sospetto che gran parte degli americani ignorassero finanche il nome del candidato repubblicano.
In ogni caso, si è scatenato un interesse morboso del mondo nei confronti del neo-eletto, che rischia di far passare in secondo piano le scelte politiche dello stesso.
Il mondo è talmente occupato a constatare che:
a) Obama ha un telefonino della Blackberry
b) Obama ha una simpatica nonnetta color cioccolata un po' rincogl*54011* (c.a.p. di Aulla)
c) Obama ha permesso alle figliole prepubescenti di invitare le amichette alla casa bianca per fare insieme i compitini
d) Obama ha messo la propria giacca sulle spalle della moglie infreddolita durante il party del giuramento
e) varie ed eventuali gesta che un uomo qualunque compie almeno mille volte al giorno, ma quando le fa Obama fanno tutto un altro effetto
da dimenticare che l'allora candidato alla Casa Bianca aveva promesso con disinvoltura, finanziamenti alle scuole e al welfare, tagli alle tasse, un'economia rilanciata, la fine della politica della paura e della corsa agli armamenti, riduzione della povertà e del precariato, guerra ai grandi gruppi economici e finanziari che fagocitano la ricchezza del Paese e non risentono della crisi. Mancava solo l'abolizione della cellulite e più fig*39040* (c.a.p. di Lauregno) per tutti e avrebbe avuto il 100% dei voti.
Oppure mancava solo il riferimento ad un milione di posti di lavoro e al nuovo miracolo americano e avrei avuto una spiacevole sensazione di
deja-vu.
- La sottoscritta, sopraffatta dell'aumento esponenziale dei chili di troppo, della ciccia floscia e del grasso che cola si è decisa ad iscriversi in palestra. È poco più di una settimana che la frequento con una costanza che mi ha a dir poco stupito. Sono goffa e scoordinata come un ippopotamo bendato in equilibrio su uno sgabello da pescatore, ma ugualmente mi sento fiera di aver esplorato angoli della mia incoerenza che prima, quando affermavo che in una palestra non ci avrei mai messo piede, ignoravo.
- Ho sognato di consolare la Prestigiacomo perché Berlusconi le aveva fatto lo sgambetto e temo che,
in primis, questo sogno possa considerarsi una premonizione,
in secundis, che i paparul mbuttunat (
peperoni ripieni, ricetta tipica campana a base di peperoni sottaceto, ripieni di capperi e alici sottolio) che avevo mangiato a cena hanno effetti psicotropi.
- In Italia si discute se, dal momento che alcune intercettazioni illegali hanno suscitato clamore, eliminare del tutto le intercettazioni dall'ordinamento. Come dire: esistono le sigarette di contrabbando, allora dichiariamo fuori legge le sigarette.
- Ho intenzione di prendermi una pausa di riflessione da questo blog. Proprio come di solito si dice ad un/una fidanzato/a che intendi scaricare. Ecco io intendo scaricare il fannullone, o almeno lasciarlo a sé per un periodo di tempo indeterminato...l'amarezza accumulata nell'ironia che ogni volta celo in queste pagine non hanno giovato finora alla mia salute. E, sebbene mi commuova sempre profondamente e mi esalti come un'idiota scoprire qualche nuovo lettore assiduo oppure parlare con qualcuno dei miei
aficionados, le traversie della mia vita attuale mi lasciano un tempo libero piuttosto ristretto che preferisco dedicare a stili di scrittura un po' più “ispirata”, alla meditazione o semplicemente alla contemplazione della parete.
Ciò non toglie che io possa decidere all'improvviso di tornare a scrivervi regolarmente.
In ogni caso, se qualcuno di voi sentisse farsi più acuta la mancanza della mia pungente ironia e del mio stupefacente acume, potrà scrivermi al mio indirizzo di posta
info@zednet.it. Se lo richiederete potrò anche confezionarvi un post su misura che sarà recapitato direttamente al vostro indirizzo email.
Scrivermi una mail, cosa non meno importante, vi darà l'opportunità, quando deciderò di tornare ad aggiornare il fannullone, di essere immediatamente informati della mia
rentrée sulla scena della blogosfera.
Signori, è stato un grande piacere scrivere per voi.
Salutamm!
Con una punta di nostalgia
Zazzà
"...And she's buying a stairway to heaven..."
“L'autunno ti fa sonnolento,
la luce del giorno è un momento
che irrompe e veloce è svanita:
metafora lucida di quello che è la nostra vita...”
(Autunno, Francesco Guccini)
Ebbene sì, è iniziato l'autunno ed io sto qui a godermi i primi spazzi di pioggia, il cielo grigio Londra e il plaid sulle gambe la sera.
Ho messo sul letto la coperta pesante. E il plaid pesante. E la trapuntina. Nonché la copertona di lana patchwork. Mi piace che nel mio letto ci siano 131° Fahrenheit.
Ho tirato fuori dalla mia collezione tutti i film girati prima del 1965.
Ed ho anche finito il puzzle della
Torre di Babele di Bruegel, che ora troneggia impassibile e fiera sopra il mio divano.
Ho trascinato scorte di viveri nella mia stanza e le ho provvidenzialmente sistemate nel terzo cassetto. Tra questi, oltre all'intramontabile biscotto al cacao, una nuova marca di snack reperita da mia madre in chissà quale mercatino di contrabbando. Avete presente il Mars ed il Twix? Uguali ma col triplo di caramello. La mascella e la mandibola restano incastrate dalla sostanza collosa come se stessi masticando Bostik. Ma il gusto è decisamente migliore.
Insomma, ho preparato la mia tana per il letargo, in cui sono impercettibilmente scivolata, dimenticata da ogni forma di vita senziente che abbia mai conosciuto. Adoro il clima di sfuggente malinconia e strisciante spleen che si respira in questo periodo. Mi piace crogiolarmici e, sì, apprezzo l'idea di essere triste. E così, presa dall'euforia delle fasi acute della depressione, dimentico di documentarmi su ciò che accade nel mondo.
Tipo, ignoro completamente delle
sorti crudeli della compagnia di bandiera. Non ho idea di chi abbia ragione o torto, tra quei baccanti che danzano ed esultano a Fiumicino e quegli altri buoni samaritani che tentano in ogni modo, anche rimettendoci le loro ingenti fortune ed anche scendendo a compromessi, di salvare il paese da quei coacervi di comunisti impenitenti chiamati sindacati. Mi sembra che la bagarre tra queste coalizioni inconsistenti serva per mascherare la vera domanda che qualunque essere mediamente intelligente si sia fatto finora: chi ha ridotto Alitalia in questo stato? Ma sì, mi rendo conto che se un malato è in fase terminale il problema cruciale è se staccare o no la spina, non certo processare il medico che l'ha ridotto in fin di vita, che nel frattempo sta volando alle Barbados. O peggio, è diventato dirigente di un altro ospedale.
Ignoro anche che allo stato attuale delle cose
dire “ti boccio” ad uno studente potrebbe costare ad un professore non solo il posto, ma anche una macchia sulla fedina penale. D'altra parte è giusto che la gioventù sia lasciata di libera di non istruirsi, altrimenti c'è il rischio che sviluppi dei pensieri propri e che addirittura finisca per ribellarsi all'ordine costituito. E' molto meglio che essa sguazzi nel piacevole conformismo dell'ignoranza, perché, è noto a tutti, chi più sa più soffre.
Non ho neanche un vago sospetto di ciò che sta accadendo a Ginevra, dove presumibilmente ora c'è un buco nero in scala pronto a risucchiarci tutti e scaraventarci in una dimensione dove l'Italia non ha una compagnia di bandiera, Veltroni fa l'opinionista e Berlusconi è a capo del Governo. Dicono che
il giocattolo dal nome di Large Hadron Collider si sia inceppato e non sarà più utilizzabile fino alla primavera 2009. Grande sconforto nel team di lavoro, finché uno dei componenti non ha tirato fuori le carte suggerendo un torneo di rubamazzetto.
Ignoro totalmente e cerco di evitare di farmi un'idea del fatto che
dilaga l'ennesima psicosi da prodotto-destinato-al-consumo-alimentare-e-probabilmente-infetto. Dopo la mucca pazza, il maiale agli antibiotici, il pollo con l'influenza e la mozzarella alla diossina, ecco che il consumatore medio è pronto a tornare a preoccuparsi a tempo determinato per ciò che capita sulla propria tavola. Il pericolo arriva, e chi l'avrebbe mai detto, dalla Cina, il regno della contraffazione, lo spauracchio delle casalinghe, la causa di tutti i mali internazionali dopo Osama Bin Laden e la cellulite. Il pericolo è un latte di una particolare marca diffusa solo in Cina. E allora dove risiede il motivo di cotanta mobilitazione globale? Nessuno l'ha capito, ma certo è che anche un semplice yogurt Parmalat va guardato con un certo sospetto.