30/01/2009
Chi l'avrebbe mai detto!!!
"Yes, there are two paths you can go by, but in the long run
There's still time to change the road you're on."
(Stairway to Heaven, Led Zeppelin)

E' passato più di un mese dal mio ultimo post. Giorni si sono succeduti a giorni, avvenimenti hanno sostituito altri più stantii sulle bocche della gente, notizie su notizie hanno dato modo a faziosi giornalisti di raccogliere opinioni di politici sornioni ed imbrattare giornali, che hanno poi avvolto indecorosamente pesce fresco, panini e teste di solerti imbianchini. Sono successe numerose cose al mondo e nel mio piccolo mondo che è umanamente impossibile scrivere anche solo una facezia per ognuna di esse.
Ma alcune di esse, solo alcune, sono riuscite a suscitare il mio più profondo stupore e sono quelle che mi accingo a proporvi in breve sintesi per suscitare anche il vostro.
Chi l'avrebbe mai detto!!!

- I cittadini degli Stati Uniti d'America, i quali dopo due amministrazioni Bush avevano dato al mondo di che dubitare del loro acume, sono riusciti ad eleggere il primo presidente di colore. Il che, dopo che le televisioni di mezzo mondo avevano ingaggiato una campagna mediatica a suo favore che neanche fosse stato un incrocio tra Gandhi e Gesù, non mi ha neanche stupito più di tanto. Ho il sospetto che gran parte degli americani ignorassero finanche il nome del candidato repubblicano.
In ogni caso, si è scatenato un interesse morboso del mondo nei confronti del neo-eletto, che rischia di far passare in secondo piano le scelte politiche dello stesso.
Il mondo è talmente occupato a constatare che:
a) Obama ha un telefonino della Blackberry
b) Obama ha una simpatica nonnetta color cioccolata un po' rincogl*54011* (c.a.p. di Aulla)
c) Obama ha permesso alle figliole prepubescenti di invitare le amichette alla casa bianca per fare insieme i compitini
d) Obama ha messo la propria giacca sulle spalle della moglie infreddolita durante il party del giuramento
e) varie ed eventuali gesta che un uomo qualunque compie almeno mille volte al giorno, ma quando le fa Obama fanno tutto un altro effetto
da dimenticare che l'allora candidato alla Casa Bianca aveva promesso con disinvoltura, finanziamenti alle scuole e al welfare, tagli alle tasse, un'economia rilanciata, la fine della politica della paura e della corsa agli armamenti, riduzione della povertà e del precariato, guerra ai grandi gruppi economici e finanziari che fagocitano la ricchezza del Paese e non risentono della crisi. Mancava solo l'abolizione della cellulite e più fig*39040* (c.a.p. di Lauregno) per tutti e avrebbe avuto il 100% dei voti.
Oppure mancava solo il riferimento ad un milione di posti di lavoro e al nuovo miracolo americano e avrei avuto una spiacevole sensazione di deja-vu.

- La sottoscritta, sopraffatta dell'aumento esponenziale dei chili di troppo, della ciccia floscia e del grasso che cola si è decisa ad iscriversi in palestra. È poco più di una settimana che la frequento con una costanza che mi ha a dir poco stupito. Sono goffa e scoordinata come un ippopotamo bendato in equilibrio su uno sgabello da pescatore, ma ugualmente mi sento fiera di aver esplorato angoli della mia incoerenza che prima, quando affermavo che in una palestra non ci avrei mai messo piede, ignoravo.

- Ho sognato di consolare la Prestigiacomo perché Berlusconi le aveva fatto lo sgambetto e temo che, in primis, questo sogno possa considerarsi una premonizione, in secundis, che i paparul mbuttunat (peperoni ripieni, ricetta tipica campana a base di peperoni sottaceto, ripieni di capperi e alici sottolio) che avevo mangiato a cena hanno effetti psicotropi.

- In Italia si discute se, dal momento che alcune intercettazioni illegali hanno suscitato clamore, eliminare del tutto le intercettazioni dall'ordinamento. Come dire: esistono le sigarette di contrabbando, allora dichiariamo fuori legge le sigarette.

- Ho intenzione di prendermi una pausa di riflessione da questo blog. Proprio come di solito si dice ad un/una fidanzato/a che intendi scaricare. Ecco io intendo scaricare il fannullone, o almeno lasciarlo a sé per un periodo di tempo indeterminato...l'amarezza accumulata nell'ironia che ogni volta celo in queste pagine non hanno giovato finora alla mia salute. E, sebbene mi commuova sempre profondamente e mi esalti come un'idiota scoprire qualche nuovo lettore assiduo oppure parlare con qualcuno dei miei aficionados, le traversie della mia vita attuale mi lasciano un tempo libero piuttosto ristretto che preferisco dedicare a stili di scrittura un po' più “ispirata”, alla meditazione o semplicemente alla contemplazione della parete.
Ciò non toglie che io possa decidere all'improvviso di tornare a scrivervi regolarmente.
In ogni caso, se qualcuno di voi sentisse farsi più acuta la mancanza della mia pungente ironia e del mio stupefacente acume, potrà scrivermi al mio indirizzo di posta info@zednet.it. Se lo richiederete potrò anche confezionarvi un post su misura che sarà recapitato direttamente al vostro indirizzo email.
Scrivermi una mail, cosa non meno importante, vi darà l'opportunità, quando deciderò di tornare ad aggiornare il fannullone, di essere immediatamente informati della mia rentrée sulla scena della blogosfera.

Signori, è stato un grande piacere scrivere per voi.
Salutamm!

Con una punta di nostalgia
Zazzà


"...And she's buying a stairway to heaven..."
Pensato da unfannullone alle 16:27 | link | commenti (1) | categoria: politica, i miei difetti, scampoli di vita vissuta, perché fannullone, critiche decostruttive, popolo ovvero uno animale pazzo, slanci-idee-iniziative, cronaca vera ma inutile, il web e i suoi abitanti, sopravvivenza per disadattati, i cartelli impossibili, arte e i suoi derivati, frasario per annunci di lavoro




27/12/2008
A Natale siamo (quasi) tutti piĂą buoni
“Jingle Bell,
Batman gay,
Robin scemo sei
la Batmobil è un porcil,
Jocker t'acciufferei”
(Jingle Bells, Bart Simpson)

Miei affettuosi pargoli, pochi ma buoni, che ancora vi azzardate a leggere le mie scarse e triste avventure dalle pagine di questo blog, lasciatevelo dire, siamo in un momento di grande pessimismo cosmico.
E con siamo intendo un misero e deprimente plurale maiestatis.
Ho appena terminato la visione de “La vita è meravigliosa”, più o meno universalmente considerato il capolavoro di Frank Capra. Una visione cominciata con l'evidente desiderio di vedere un film lacrimevole e grondante buoni sentimenti: avevo approntato il mio kit di kleenex da commozione acuta, e avevo un animo ben predisposto al bene, mi sentivo come Scrooge la mattina di Natale.

Breve trama del film: Un povero diavolo di nome George, nato e cresciuto in uno sputo di Paese, inspiegabilmente viene su come un giovane pieno di talento e dotato di grandi aspettative. Quand'è pronto per partire per un viaggio intorno al mondo e poi per andare al college, il padre malauguratamente tira le cuoia, il che, data la totale idiozia del fratello minore, lo costringe a rimanere a tirare avanti l'azienda paterna, tenuta in società con uno zio sciroccato. Si tratta di una agenzia di mutui e prestiti immobiliari, condotta con scarso senso pratico, pensando più al bene dei poveri cristi che chiedono un prestito che al proprio tornaconto. Praticamente un'azienda destinata al fallimento, ma che, inspiegabilmente, George riesce a far sopravvivere e a sottrarre alle mire espansionistiche del malvagio imprenditore Potter.
Il fratello suddetto, nel frattempo, va all'università, si laurea e si sposa: il buon George, a questo punto, è già pronto a partire lasciando tutte sulle spalle del fratello quando questi gli annuncia che ha già trovato un altro lavoro. Quindi George rimane a tirare avanti la società lasciata dal vecchio, si sposa con un'inconsistente ragazza priva di personalità che lo ama da impazzire (tanto che ad un certo punto ammette “Ti ho sposato perché altrimenti sarei rimasta una vecchia zitella”), guadagna uno stipendio da co.co.co., vive in una casa sgarrupata* come la grotta di Gesù Bambino e sforna pure due o tre figlioli, il che rende le sue condizioni economiche ancora più misere. Tutto questo mentre i suoi amici più deficienti ed ipodotati sono diventati ricchi come Onassis.
Tuttavia quando il malvagio imprenditore gli offre uno stipendio decoroso, una bella casa e un lavoro con ampie possibilità di carriera e viaggi, egli rifiuta con virile orgoglio e maschio idealismo. Il perché non s'è capito.
ATTENZIONE SPOILER!
Un funesto giorno, il caro zio sciroccato, al quale qualsiasi uomo dotato di buon senso non avrebbe affidato neanche i soldi per il caffè, riesce a smarrire (si, s'è perso un mucchio di soldi e non ricorda dove li ha messi!) praticamente l'intero capitale della ditta. Ciò porta il povero George sull'orlo dell'esaurimento nervoso ed incline al suicidio. Senonché un angelo decerebrato accorre in suo aiuto, lo salva da morte certa e gli mostra come sarebbe stata la vita se lui non fosse mai nato: la mamma fa l'affittacamere, il fratello idiota è morto, lo zio sciroccato è in manicomio, la moglie è rimasta zitella. Praticamente ogni cosa è andata esattamente come sarebbe dovuta andare in un mondo governato da ragione e giustizia. Non si sa come, l'infausta visione fa rinsavire il buon George che capisce che, in fondo, la vita è meravigliosa e anche se si vive circondato da cretini si può trovare un lato positivo in ciò.
Ah, il debito viene saldato dal provvidenziale intervento di un gran numero di amici che fanno una colletta a favore del buon George, senza tirarsi indietro nel momento del bisogno. Una cosa che sta in piedi solo in un film, perché nella realtà sai che fuggi fuggi!

* in dialetto campano, parola dal significato di “pericolante e disastrata come la faccia di Michael Jackson”.


Ebbene subito dopo la visione mi sentivo come Scrooge prima della visita dello Spirito del Natale Passato.
Un film stucchevole su come sia bello stare in un paese di duecento anime rinunciando ai propri sogni ed alle proprie speranze. Su come sia esaltante sposare una moglie remissiva ed amorfa, che non vede al di là della sua misera vita quotidiana nel paesello, circondata dai suoi ineccepibili compaesani. Su come faccia sentire realizzati aver passato una vita incatenati ad un ricatto morale di una famiglia che non si è mai sognata neanche per sbaglio di chiederti tu cosa desiderassi dalla vita.
Probabilmente la sottoscritta nei panni del protagonista avrebbe non solo portato a termine i suoi propositi suicidi, ma annegato con sé anche l'inebetito Angelo Clarence, poco avvezzo a quanto sembra alle asperità della vita quotidiana.
L'effetto, nel complesso, è che il mio cinismo grazie alla visione di questo capolavoro di buonismo è schizzato ai massimi storici.

E con questo dove voglio andare a parare? Assolutamente a nulla. Semplicemente a mostrarvi una compilation di cartelli impossibili da far rabbrividire.

Reperto numero 1


Trattasi, più che un cartello, di una scritta impossibile, vergata da mano ignota su un muro della città di Benevento. L'anonimo compositore recita (per i non bilingue):
“Berlusconi, dei grossi topi di fogna ti devono divorare mentre sei ancora vivo,
e il primo morso ti deve venir inferto da tua madre”

Il poeta gioca con abile maestria sul duplice significato che nella lingua campana assume il termine “zoccola”, inteso tanto come “topo di fogna dalle dimensioni di Gozilla” che come “donna dedita alla professione più antica del mondo”.



Reperto numero 2


Questa foto, scattata a a Sant'Antimo (NA) è autentica e non è stata in nessun modo manipolata digitalmente.



Reperto numero 3


Il cartello dimostra inequivocabilmente come sia meglio evitare di impelagarsi in improbabili scritte in idiomi stranieri quando non si ha padronanza della lingua.



Reperto numero 4


Ed infine, questo annuncio impossibile, reperito tra gli annunci di lavoro di un famoso sito italiano. Cosa non si fa per passare un esame!
Pensato da unfannullone alle 21:36 | link | commenti (2) | categoria: critiche decostruttive, i cartelli impossibili




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