25/10/2008
Miseria e NobiltĂ 
Non arrivi a fine mese? La recessione ti stende come un cazzotto di Mike Tyson? Il carovita rende anche le tue spese basilari insostenibili? Il tuo portafoglio se avesse la bocca canterebbe “Disperato” di Marco Masini e se avesse gli occhi ti inonderebbe di lacrime l'ultima banconota da 5 euro rimasta?
Bene: il resto degli italiani, se si esclude la piccola percentuale di quelli che ci hanno succhiato tutte le risorse economiche riducendoci in questo modo, i quali adesso navigano nell'oro, è nelle medesime condizioni. Mal comune mezzo gaudio, si dice..
La riflessione che volevo proporvi in questo mio post è la seguente: possiamo ridurre le spese quotidiane attraverso qualche piccola accortezza da applicare nelle azioni che compiamo ogni giorno?
Per come la penso io, la soluzione migliore per sopravvivere al transitorio periodo di vacche magre è applicare uno stile di vita sobrio ed equilibrato: lo stile di vita del fannullone.

Regola n.1: Non lavorare
“Ho anche provato a lavorare
senza risparmio mi diedi da fare
ma il sol risultato dell'esperimento
fu della fame un tragico aumento”
(Il Fannullone, Fabrizio De André)

Lavorare stanca. La stanchezza porta fame. Di più, lo stress porta fame compulsiva. Quindi, considerando il fatto che uno stipendio medio da queste parti permette a stento di procurarsi i pasti in condizioni normali, lo stesso stipendio non potrà sopportare certo l'aumento della voracità dei nostri stomaci sopraffatti dal rinnovato fabbisogno calorico. La soluzione migliore è quindi non lavorare, riducendo così la mobilità fisica, e aumentando il senso di sazietà e soddisfazione morale.

Regola n.2: Non tagliarsi i capelli/non farsi la barba
“Come potete giudicar
come potete condannar
chi vi credete che noi siam
per i capelli che portiamo”
(Come potete giudicar, Nomadi)


Quanto tempo risparmiereste se non andaste più dal parrucchiere? E quanti soldi vi rimarrebbero in tasca? Il parrucchiere è l'anticamera dell'inferno: prenoti con un mese di anticipo che neanche nel locale più in di Manhattan; arrivi con i capelli in una condizione tale che ti vergogneresti anche di farti vedere dal tuo cane; ti fanno aspettare ore in un salottino dove la fonte di informazione ed intrattenimento più autorevole è “Donna Moderna”; dall'altoparlante risuonano minacciose le note di una canzone di Mariah Carey, mentre attendi che arrivi il tuo turno, ascoltando un di altre signore che parlano della tresca del fruttivendolo con la moglie del salumiere; quando finalmente ti fanno accedere alla sala delle torture ti piazzano su una sedia comoda come una vergine di Norimberga e ti scuoiano il cuoio capelluto con l'acqua bollente; poi ti strappano i pochi capelli sopravvissuti con la messa in piega; infine ti presentano un conto che  neanche nel locale più in di Manhattan.
Non voglio neanche immaginare cosa sia la barba per gli uomini perché ogni volta che vedo uno di loro che l'ha appena fatta ha una faccia scarnificata come Freddy Krueger: manco si radessero con una sega a nastro.
Perché non eliminare questa barbarie, questo stress, e, soprattutto, questo spreco di soldi semplicemente lasciando crescere liberi ed incolti i peli che Madre Natura ha voluto che proliferassero sulla nostra testa (e sulla loro faccia)?


Regola n. 3: Caminare, camminare, camminare. Meglio ancora: non camminare affatto.
“Ammore,ammore stamme cchiù vicino,
ca è ancora tanto luongo lu cammino....
Muntagne pe' muntagne a cammenare,
po' ce fermammo addò' accummencia 'o mare...”
(Il Cammino, Nuova Compagnia di Canto Popolare)

Se dovete andare da qualche parte perché andarci in auto? Anche rischiando di accumulare qualche ora di ritardo, non sarebbe meglio arrivarci a piedi? Magari prendendosi qualche pausa di meritato riposo durante il tragitto?
E perché addirittura non evitare del tutto di andarci?


Regola n. 4: Benedire il vintage
“Puorte o cazone cu 'nu stemma arreto
'na cuppulella cu 'a visiera alzata.
Passe scampanianno pe' Tuleto
comme a 'nu guappo pe' te fa guardà!”
(Tu vuò fa l'Americano, Renato Carosone)

Il vintage è un modo elegante per dire: “Io compro ai mercatini”. Ci vuole una buona dose di fantasia, un po' di capacità di mescolare gli stili e i colori e soprattutto una totale noncuranza nei confronti dell'opinione altrui.
Se avete mai visto una di quelle ragazze figlie di ottime famiglie, sempre piene di soldi, ma che per distinguersi dalla massa si vestono come Boy George e fingono di essere povere in canna ed interessate alle sorti dei proletari, che di solito dicono cose tipo “Io compro sempre nei mercatini, nei mercatini si trovano cose che non lo diresti mai, guarda che una volta ci trovai una borsa di Chanel della collezione del '92 e una giacca Vivienne Westwood originale” ecc. ecc. ecc., ebbene, esse mentono. Nel 90% dei mercatini si trovano per lo più degli immondi fondi di magazzino; i capi per metà sono della taglia di Platinette e per l'altra metà della taglia di Kate Moss; i colori sono tanto accesi che vanno guardati con gli occhiali da sole e gli abbinamenti sembrano fatti da uno stilista cieco in una stanza buia. In qualche caso riesci anche a trovare capi particolarmente interessanti ed in buono stato, ma ci vuole dedizione e spirito di sacrificio.
A parte Forcella e Porta Capuana a Napoli. Ma d'altra parte lì ci si può trovare tutto, dai ricambi per auto agli uccelli tropicali, dalle sigarette di contrabbando agli organi umani...

Regola n. 4: Usare la fantasia
«Che te magni?»
«Pane, marescià!»
«E che ci metti dentro?»
«Fantasia, marescià!!»
(Tratto dal film “Pane Amore e Fantasia”, di Luigi Comencini)

La fantasia può sopperire a qualsiasi mancanza. Non hai i soldi per il viaggio a Cuba? Leggi Hemingway. Vuoi un paio di scapre comode? Cammina a piedi scalzi. Desideri un gioiello? Raccogli un coccio di bottiglia su una spiaggia.
Se poi pensi che sognare a piedi nudi godendo dell'aria che respiri non sia nulla paragonato a viaggiare in aereo con paio di scarpe nuove, questa guida non fa per te. Se una persona ha perso tutti i suoi sogni è giusto e sacrosanto che il sistema divori tutti i suoi soldi rubandogli la meglio gioventù.
Pensato da unfannullone alle 18:12 | link | commenti (7) | categoria: scampoli di vita vissuta, perché fannullone, sopravvivenza per disadattati




13/10/2008
Le rane chiedono un Re*
“Close your eyes
relax and take a deep breath now
believe the lies
when you wake up you’ll be
democratized”
(Idiocracy, Pain of Salvation)

E' definitivo: il mondo si sta inesorabilmente evolvendo verso una condizione di beata stupidità. Se solo cinquant'anni fa un truffatore, un imbonitore o un qualsiasi furbacchione doveva esser dotato di una buona dose di intuizione, intelletto e creatività per gabbare le proprie vittime, oggi basta avere un q.i. che un tempo sarebbe sembrato nella media.
Ad esempio: una signora australiana, tale Blossom Goodchild (ovvero, in un'improbabile traduzione, Bocciolo Bravobambino, nome che trasuda buoni sentimenti da ogni sillaba) ha annunciato che domani gli alieni verranno a fare un'escursione, per nostra fortuna solo aerea, sull'ameno pianeta azzurro. Ciò le è stato rivelato durante una seduta mediatica di non si sa quale genere nientepopodimenoché da un esponente della Federazione della Luce, probabilmente una specie di Nazioni Unite intergalattiche, per quel che ci è dato comprendere. La medium spaziale afferma che uno spropositato oggetto volante (magari sbucato fuori dal buco nero del CERN di Ginevra) farà un volo di ben tre giorni qua e là nell'atmosfera prima di tornare a casa, si spera, senza aver prelevato alcun souvenir. Cosa c'è di strano? Cinquant'anni fa la signora Goodchild sarebbe rimasta un'anonima scema del villaggio, laggiù nelle sconfinate pianure Australiane, tenuta in considerazione più o meno come un canguro che salta di sguincio. Oggi, il suo nome è tra i più ricercati su Google, e gli vengono dedicati cumuli e cumuli di bytes sprecati in rete. In ogni caso, ci riserviamo di controllare la veridicità delle sue affermazioni domani. La domanda è: gli scarichi della toilette degli alieni non verranno mica espulsi sulle nostre capocce?
Non so se qualcuno se n'è accorto, ma nel mondo c'è una crisi finanziaria pari solo a quella del 1929. E, non so se mi spiego, per risolvere la crisi del '29 ci siamo dovuti inventare una Guerra Mondiale. Nel resto del mondo vige uno stato di allarmismo quasi da panico, il prossimo grado sulla scala del terrore di massa sarà l'assalto ai forni. In Italia la notizia è stata risolta, a quanto pare, con un'operazione di stupefacente lobotomia televisiva, che ha un precedente solo in Arancia Meccanica. Il servizio che parla della crisi segue un ritmo ben preciso:
a) concitata induzione alla paura: la crisi mondiale sta toccando livelli quanto meno allarmanti; il motivo di tanta preoccupazione si perde tra gergo economista e grandi numeri (per lo più campati in aria), in modo che tutti abbiano terrore, ma nessuno capisca bene perché.
b) rassicurante descrizione dell'ala protettiva del sistema: il Governo si sta mobilitando per la risoluzione del problema; anzi l'ha già risolto; anzi maggioranza ed opposizione hanno raggiunto pacificamente un accordo sul punto ed ora i rappresentanti dell'una e dell'altra parte si scambiano effusioni sugli scranni di Montecitorio.
c) soporifero intervento di un esperto in materia che nessuno ascolta, che ha la funzione di ipnotizzare il pubblico e prepararlo all'ultima sezione dell'intervento.
d) un enorme paio di tette in primo piano. Non importa di chi, una soubrette, una modella, la pubblicità dello yogurt. La tetta, si sa, se nel resto del mondo è legata ad un freudiano senso di protezione e regressione alla fase orale, in Italia richiama ad un immaginario erotico mai sopito, che sembra lasciare tutti senza pensieri e senza parole.
E per finire una chicca: grazie alla preziosa segnalazione dell'amica Carla, ho scovato l'ennesimo cartello impossibile:



Non commento, solo vorrei ringraziare a nome della logica e del buon senso l'autore della sanzionatoria scritta in nero.


* Favola di Esopo del VI sec a. C. che dimostra con notevole lungimiranza politica che un popolo stupido a cui è stato fatto dono della democrazia giungerà per sua naturale inclinazione alla dittatura e che ognuno ha i governanti che si merita.
Pensato da unfannullone alle 21:49 | link | commenti (5) | categoria: politica, critiche decostruttive, popolo ovvero uno animale pazzo, cronaca vera ma inutile, i cartelli impossibili




ZazzĂ ? ZazzĂ  chi?
"Senza pretesa di voler strafare io dormo al giorno quattordici ore anche per questo nel mio rione godo la fama di fannullone ...ma non si sdegni la brava gente se nella vita non riesco a far niente." Ebbene sì. Mi fregio di essere un fannullone
Gli altri siti di ZazzĂ 
*ZazzĂ  - ovvero l'insostenibile peso di essere se stessi
*ZEDnet - l'idea geniale
Splinder Community
Istantanee
www.flickr.com
Questo è un badge Flickr che mostra le foto pubbliche e/o i video di fannullone. Crea il tuo badge qui.
Archivi
oggi
gennaio 2009
--- 2008 ---
--- 2007 ---
Cosa sto facendo ora?


FannulloNetwork
Visitometro
Il Fannullone ha ricevuto *loading* visite. Di cui il 60% erano qui per caso, il 15% aveva sbagliato indirizzo, ed il 25% mi ha detto che non ci sto con la testa.

L'angolo della statistica è offerto da
Histats - Statistiche web




Template e grafica creati da ZazzĂ  - www.zednet.it - Per info e contatti info@zednet.it
                                                                      Some rights reserved