19/08/2008
Frasario di base per l'interpretazione degli annunci di lavoro – parte II
“Il lavoro fa male, lo dicono tutti
È meglio fare l'amore
Anche tutte le sere sì che fa bene”
(Bum bum, Irene Grandi)


Ritorniamo per un attimo al nostro necessaire telematico per l'interpretazione di annunci criptici pubblicati con cadenza quotidiana su siti e riviste dedicati al lavoro, e quotidianamente letti da innocenti anime inoccupate alla ricerca di un'occasione di sopravvivenza sociale. Questi poveri pargoli vedono puntualmente la propria malriposta fiducia svanire dopo un fallimentare colloquio, in cui, poniamo il caso, erano convinti di essere in lizza per un posto di addetto alle risorse umane e si sono visti proporre, poniamo il caso, una brillante carriera di commessa a tempo determinato*.
In ogni caso anche oggi vi propongo qualche occasione di riflessione.

Caso 1:
Collaboratore Internet:

Lavorare da Casa su internet con Xxxxxx significa operare al fianco di un'affidabile azienda moderna e dinamica, al servizio di consumatori e aziende di tutto il mondo.
Conoscenze richieste
- Un computer e un collegamento ad Internet efficiente
- Passione per Internet - Nessuna esperienza specifica
- Volontà d'imparare
- Disponibilità di almeno 5/10 ore settimanali 
Xxxxxx ti offre: Avvio e sviluppo di tua attività indipendente; corso di formazione a livello universitario; assistenza continua; sistemi e mezzi operativi avanzatissimi; possibilità di carriera e rendita residua (Pensione); costo praticamente nullo.
Clicca sul logo per maggiori info:


Commento: A leggerlo, è il tipico annuncio che mi rende estremamente sospettosa. In effetti, dà la netta sensazione che chi ha scritto l'annuncio stia cercando di vendermi qualcosa. Ma procediamo per gradi.
L'annuncio è pubblicato praticamente in tutti i siti dedicati e praticamente nelle sezioni di tutte le città italiane, isole comprese. Il titolo si mantiene su una linea generica, ma è variabile nella forma da sito a sito. Più che altro, tuttavia, mi attira l'elenco dei “servizi” che l'azienda Xxxxxx offre ai suoi dinamici e fiduciosi collaboratori:
a) un'attività autonoma (Gratis? Via internet? Facile? Redditizia? A meno che non si tratti di pornografia, non è possibile);
b) un corso di formazione addirittura di tipo universitario (una laurea? un dottorato? un master?)
c) assistenza continua (per far cosa? se devo lavorare, e per giunta in proprio, a cosa mi serve un'assistenza da parte della ditta?)
d) mezzi avanzatissimi (ma quali se tutto ciò che mi serve è un PC ed una connessione ad Internet e ce li devo mettere io?)
e) possibilità di carriera (cioè? passare da 512 Mega di RAM a 1 Giga?)
f) costo praticamente nullo: e naufragar m'è dolce in quel “praticamente”, capace di riassumere in sole 12 lettere la filosofia dell'azienda Xxxxxx.
Per la cronaca: io ho cliccato sul logo (un'obbrobriosa gif animata tonalità rosso shocking) per maggiori info. Non c'è scritto praticamente nulla se non un'interminabile predica su quanto è diventata dispendiosa e difficile la vita per le famiglie italiane e quanto invece è allettante e facile guadagnare un sacco di soldi con  Xxxxxx. Occorre iscriversi per avere le tanto agognate “maggiori info”.
A seguito di altre ricerche ho trovato una gran lista di siti e sitarelli tutti ugualmente obbrobriosi nella grafica e tutti riportanti la succitata predica, in forma sostanzialmente identica. Alla fine sono giunta alla soluzione dell'enigma: trattasi di sistema di Marketing piramidale. In pratica, il mio lavoro sarebbe acquistare un pacchetto di potenziali clienti, invogliarli a comprare, trarre una percentuale da ciò che vendo e da ogni affiliato che presento alla ditta, costruire il mio sito web dalla grafica obbrobriosa e riportare per filo e per segno la predica di cui sopra. E attendere favolosi guadagni e spumeggianti possibilità di carriera.

Caso 2:
Assistenti di volo:

Yyyyyy Yyyyyyyyy su mandato di un primario vettore aereo Europeo, leader del settore low cost, sta ricercando urgentemente assistenti di volo anche senza esperienza da poter inserire nel proprio organico immediatamente.
La conoscenza della lingua Inglese è indispensabile. Tutte le altre caratteristiche richieste ai candidati e l'application form per l'invio dei propri dati sono presenti sul sito web: www.Yyyyyy.org.


Commento:
La candidata (perché il 90% degli uomini pensa che fare l'assistente di volo sia roba da donne o da aspiranti tali) giunge fiduciosa sul sito www.Yyyyyy.org. Il lavoro sembra allettante. Tutti amano la hostess. La hostess guadagna molto; va in giro vestita come una modella; è una gran figacciona; viaggia e vede un sacco di posti bellissimi; ma soprattutto può avere un uomo diverso in ogni località in cui atterra senza che ciò sia considerato moralmente e socialmente riprovevole.
Pur sapendo che il proprio corpo somiglia ad una botte di radica e che il proprio inglese rasenta il ridicolo, molte giovani donne decidono di battere questa via, anche solo per avere l'occasione di provarci.
Sul sito c'è nient'altro che una pagina di redirect ad un form presente sul sito internazionale della stessa compagnia (interamente in inglese), nella cui home campeggia un annuncio dai toni estremamente pubblicitari. Dopo un infinito carosello di pagine con in fondo “Click here to find more”, in cui ho scoperto che non è necessario essere poi tanto figacciona e che si guadagna più di quanto ci si aspettasse, mi ritrovo in una pagina che mi informa della necessità di un corso di formazione. Sulla destra il mio malfidato sguardo viene attratto dalla voce di menu “Fees and Funding” (tasse e finanziamenti). E' qui che scopro che il corso costa la bellezza di € 2150, più ulteriori € 200 per "Booking and Registration".

* Caso realmente accaduto, raccontatomi dalla protagonista (una mia amica) due o tre giorni or sono.



(L'angolo dell'annuncio di lavoro continua nei prossimi post, con altre improbabili possibilità di carriera! Rimanete collegati!)
Pensato da unfannullone alle 21:06 | link | commenti (5) | categoria: sopravvivenza per disadattati, frasario per annunci di lavoro




12/08/2008
La scottante veritĂ 
“Da quando tu prendi
tu prendi il solleone
sei rossa spellata
sei come un peperone!”
(Il peperone, Edoardo Vianello)


A volte quando qualcuno che mi conosce scopre che ho un blog, mi giunge il lapidario commento: “Ma non scrivi mai nulla sulla tua vita privata!
Come se ci fosse qualcosa da scrivere: solitamente i membri del branco-umanità con cui comunico, data la mia naturale ritrosia e una certa aura di malignità di cui non sempre volontariamente mi circondo, mi giudicano male. Pensano tutti che io sia la donna del mistero. Si fanno l'idea (Dio solo sa su quali basi) che la mia vita nasconda, sotto una sembianza di assoluta normalità, un intenso accumularsi di esperienze ai limiti dell'immaginabile, un susseguirsi turbinoso di emozioni e soprattutto un'agenda densa di impegni segreti. Una specie di identità segreta, stile Clark Kent.
Mi duole deludere il resto dell'umanità: nulla di tutto ciò è vero. La mia vita, più che somigliare a quella di Clark Kent somiglia a quella di Andy Capp. Solo che io non gioco a calcio.
Qualcuno è interessato ai mirabolanti aggiornamenti riguardanti la mia vita di tutti i giorni?
Udite udite: sono in vacanza! Ciò non implica che io sia al mare, in montagna, o, come tanto in voga quest'anno, alle terme. Significa solo che non sto lavorando. Anche se il mio capo mi ha telefonato stamattina per richiamarmi all'ordine.
Sono stata 2 (due) giorni al mare e mi sono scottata. Questo è un evento: ho la carnagione olivastra e una pelle alquanto resistente, in 26 anni di vita non ero mai diventata non dico rossa, ma neanche appena appena un po' bordeaux. 

(Attenzione: la descrizione che segue è caratterizzata da una profusione di particolari raccapriccianti, per cui è sconsigliata ai deboli di stomaco)

Quest'anno invece, nonostante la protezione UVA, UVB, 1X2, e la permanenza pressoché tutto il tempo sotto l'ombrellone, la mia pelle ha deciso di friggersi come una zeppola rimasta troppo tempo nell'olio. Devo ammettere che la sfiga con la sottoscritta agisce raramente, ma quando decide di farlo, s'impegna davvero al massimo per ottimizzare il risultato: non sto parlando di una semplice scottatura, signori, ma di una specie di ustione, accompagnata da eritema, papule, vescicole, spellamento e decomposizioni varie. A vedermi sembro uscita da “Zombi” di Romero, con i pezzi di pelle che penzolano sul corpo e la pelle viva scoperta.
Non ho grandi conoscenze di medicina, non ho esperienze precedenti di eritema solare e non dormo la notte pensando: ma è normale che il troppo sole provochi gli stessi sintomi della peste bubbonica?
Non posso fare affidamento nell'esperienza e nella saggezza dei miei genitori: mia madre, che come ogni genitrice ha un po' la tendenza ad esagerare i mali del figlio, appena mi vede è sul punto di scoppiare in lacrime, e ogni tanto mi ripete tra i singhiozzi che rimarrò sfigurata per sempre; mio padre, che d'altro canto ha la tendenza a minimizzare, mi fa notare che la colpa è solo mia e che avrei dovuto adottare delle precauzioni, tipo stare sotto l'ombrellone e spalmarmi un solare (mi ignora se gli faccio notare che ho fatto entrambi le cose).
Se non altro, non ho altri sintomi, tipo febbre nausea, cefalea. Sto bene. A parte le piaghe. E il nervosismo dato dall'essere sfigurata e dal non avere il coraggio di uscire perché mi sento “Elephant man”...
Pensato da unfannullone alle 17:19 | link | commenti (14) | categoria: i miei difetti, scampoli di vita vissuta




ZazzĂ ? ZazzĂ  chi?
"Senza pretesa di voler strafare io dormo al giorno quattordici ore anche per questo nel mio rione godo la fama di fannullone ...ma non si sdegni la brava gente se nella vita non riesco a far niente." Ebbene sì. Mi fregio di essere un fannullone
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