“Ma il giorno seguente non mi piaceva niente,
tranne una frase giocosa ed eloquente.
Diceva: il lavoro debilita l'uomo”
(Primo Maggio, Marlene Kuntz)
La ricerca attiva del lavoro è un argomento vasto ed inesauribile come un oceano, già trattato con umiltà dalla scrivente, fannullona certo, ma interessata alle evoluzioni socio culturali dell'animale uomo. Il lavoro, in quanto moderno veicolo dell'arcaica lotta per la supremazia nel branco, riveste un'importanza tutt'altro che marginale nell'esistenza di ciascuno. Anche perché non lavorare, oltre a relegare il soggetto ai margini della società (non che questa cosa rappresenti un problema per la sottoscritta), rende poveri e a lungo andare rende affamati.
Il mondo del lavoro ha subito una grande mutazione negli ultimi anni. Il posto di lavoro “fisso”, ovvero full time e a tempo indeterminato, al pari delle mezze stagioni sopravvive solo nei luoghi comuni. Ma soprattutto, è cambiato il lessico legato al lavoro. Quella che una volta era una semplice “commessa” oggi è, meno prosaicamente, una “
addetta alla vendita”; un impiegato in un call-center è rispettosamente denominato “
operatore di telemarketing”; una donna delle pulizie è promossa al grado di “
collaboratrice domestica”.
In sostanza, le figure professionali sopra esaminate differiscono solo in una cosa rispetto alle stesse di dieci anni fa: percepiscono uno stipendio con il quale potrebbero vivere dignitosamente in Burkina Faso. Ovviamente, in Italia non riescono neanche a coprire le spese di trasporto per recarsi al posto di lavoro.
Il particolare che fa apparire sempre più questa situazione una grottesca presa per i fondelli sono i requisiti richiesti per svolgere le suddette mansioni: gli aspiranti datori di lavoro, nei loro annunci, distribuiscono a piene mani parole come “ottimismo, dinamismo, flessibilità, entusiasmo”, come se fare un lavoro degradante dieci ore al giorno per uno stipendio al di sotto della soglia della miseria dovesse essere necessariamente un'esperienza che riempie di allegria e voglia di vivere, nonché gratitudine nei confronti della magnanima ditta che ha fornito quell'opportunità.
Vediamo qualche esempio concreto*:
Caso 1:
Operatrici telemarketing teleselling e promoter
La ditta X seleziona 15 operatrici/tori telefonici per servizi di telemarketing/teleselling e 5
promoter commerciali esterni per prodotti di telefonia mobile e fissa.
Cerchiamo persone con forte orientamento alla vendita, cariche di entusiasmo e proattività, determinate e preferibilmente che abbiano già maturato esperienze nel settore delle vendite.
Si offre training formativo, fisso mensile al raggiungimento di obiettivi, più provvigioni e premi.
Commento: Innanzitutto mi chiedo a cosa possa mai servire un “training formativo” per vendere prodotti per via telefonica. A parte a poter giustificare un periodo iniziale, cosiddetto “di training formativo” a stipendio zero. Poi mi domando cosa sia l'“orientamento alla vendita” e come faccia un operatore di call-center a coltivare anche solo un barlume di entusiasmo nello svolgimento del proprio lavoro. Ma soprattutto mi riempie di interrogativi il “fisso mensile” vincolato al “raggiungimento di obiettivi”. In pratica un fisso estremamente variabile.
Caso 2:
Addetta/o alle vendite
Cercasi MADRELINGUA inglese, tedesca o spagnola, russa, giapponese, portoghese per addetta/o commerciale per punto vendita di merchandising all'interno dell'Aeroporto di Y.
E’ preferita cultura universitaria.
Indispensabile ottimo livello di conoscenza comunque della lingua inglese. Completano il profilo ottime capacità relazionali, professionalità e dinamismo. Preferita bella presenza.
Disponibilità a lavorare su turni, fine settimana e festivi. Richiediamo disponibilità immediata e part- time.
Commento: In pratica per fare la commessa in un duty-free bisogna essere una figona poliglotta laureata e simpatica, nonché disposta a lavorare come un servo della gleba.
Caso 3:
Azienda presente su tutto il territorio nazionale, specializzata nel settore dell'informazione destinata ad aziende, professionisti, artigiani, commercianti, valuta ora candidature, da inserire nell'organico a settembre.
Il candidato ideale avrà cultura superiore, automunito, disponibilità immediata.
L'azienda offre 2500 euro tra stipendio fisso mensile, buoni benzina, buoni pasto, incentivi, crescita manageriale in tempi graduali ma brevi.
Un training teorico-prativo a completo carico dell'azienda renderà i selezionati idonei nell'espletamento del ruolo di delegato pubblicitario, incaricato di presentare l'azienda a società e professionisti.
Commento: A cosa serve la disponibilità immediata se l'inserimento nell'organico avviene a settembre? Forse l'azienda è così lungimirante da offrire ai suoi aspiranti dipendenti un paio di mesi di riflessione per effettuare il seguente calcolo:
€ 2500 -
buoni benzina = € 400 -
buoni pasto = € 200 -
incentivi = € 300 -
premio produzione = € 500 -
provvigioni = € 700
= € 400 = stipendio mensile effettivo
Qui il training diventa “teorico-pratico”, ovviamente a carico dell'azienda (come dire: ti stiamo offrendo un servizio gratuito, ringrazia dell'opportunità e lavora sodo, nonché gratis), quale indispensabile step per rendere la propria umile figura professionale, sebbene dotata di “cultura superiore” (superiore a cosa? A limite “istruzione superiore”...) appena appena idonea a ricoprire la criptica mansione di “delegato pubblicitario”.
Ma cosa sarà mai un "
delegato pubblicitario"?
Alcuni “indizi” quali le parole
- “
automunito”
- “
buoni benzina”
- “
incaricato di presentare l'azienda a società e professionisti”
mi fanno ritenere che la risposta può essere una sola: trattasi nient'altro che di soggetto incaricato di viaggiare su e giù per lo stivale a presentare ad un portafoglio di potenziali clienti un prodotto e/o un servizio offerto dall'azienda.
Praticamente un commesso viaggiatore.
Ed ecco svelato l'arcano.
(L'elenco non si esaurisce qui: continuerà nei post successivi con nuove entusiasmanti opportunità di crescita professionale ed economica destinate a giovani intraprendenti dotati di grande pazienza...)
* Con i dovuti omissis per rispettare la privacy delle ditte coinvolte, si tratta di annunci veri, apparsi sui principali siti web dedicati al settore
“Il telegiornale così spettacolare
il telegiornale così obbiettivamente imparziale...”
(Il telegionale, Antonello Venditti)
D'estate, si sa, i palinsesti televisivi si riducono all'osso.
Mia madre, casalinga sessantasettenne, inveisce di fronte alla ventordicesima replica della stessa puntata di
Forum. I film che vanno per la maggiore parlano di uragani, terremoti, inondazioni, virus letali incurabili e fini del mondo di altro genere. I programmi serali sono tutti in diretta da una qualche località di vacanza inflazionatissima la quale, dimenticati i fasti delle epoche passate, in cui probabilmente era stata una meta molto
chic per divi del cinema e cantanti famosi, oggi è piena di famigliole piccoloborghesi con al seguito bimbi obesi mocciolosi e borse frigo piene di peperonata, “frittat e maccarun*” e tavernello gelato.
Insomma, la televisione langue. I suoi personaggi principali, idolatrati dalle folle di teledipendenti, sono tutti in vacanza: rimangono pochi irriducibili assunti con co. co. pro. e vincolati per contratto a realizzare programmi orrendi.
Ma forse non tutti hanno notato che anche il livello dei telegiornali si è notevolmente abbassato. Pensavate che i giornalisti del Bel Paese avessero già toccato il fondo da diversi anni? Ebbene, vi sbagliavate.
Ed ecco una breve panoramica dei temi di attualità più scottante nelle edizioni dei notiziari in onda in questo momento. Ecco, in sintesi, cosa è successo in Italia in questi giorni.
- Al parco giochi dell'idroscalo di Milano è stata installata una giostra divertente, economica, educativa e soprattutto caratterizzata da un grande buongusto. Un manichino giace su una sedia elettrica con un ghigno di dolore disegnato sul viso. Il visitatore, alla modica cifra di un euro, può impersonare il ruolo del boia, dando inizio alle simulatissime sofferenze del disgraziato condannato di lattice, il quale inizia a contorcersi, ad emettere urla laceranti e spruzzare fumo qua e là. Manca solo il puzzo di cadavere bruciacchiato (il che darebbe un tocco di realismo, ma temo provocherebbe conati di vomito negli spettatori).
Ovvio, lungi da me, condannare l'attrazione, che tra l'altro trovo di una sconcertante banalità, io, che sono cresciuta guardando Nightmare e i Puffi (considerando sempre più inquietante i Puffi). Ma mi viene spontaneo chiedere: quanto avrà pagato (o di quali conoscenze godrà mai) il signor Renzo Biancato, 47 anni, di professione giostraio, che ha avuto la brillante intuizione di comprare via internet il pupazzo agonizzante per il suo Luna Park? A me, ve l'assicuro, non ha dato niente.
- Sergio Cofferati, sindaco di quel di Bologna, dopo aver vietato il bivacco per le vie cittadine e la vendita di alcolici dopo le 22, muove con maschio e borghese furore la sua nuova crociata: niente più piercing nelle parti intime. E tatuaggi solo per minori accompagnati.
E niente sesso prematrimoniale.
Bè, questa l'ho inventata io, ma il resto è vero. Tristemente vero. Se a Bologna vuoi farti bucherellare il membro virile o la membra muliebre, scordatelo, o tuttalpiù emigra a Casalecchio di Reno.
Ma all'ombra delle due torri ci si pongono incessantemente alcuni spinosi interrogativi.
1.La lingua, la bocca i capezzoli o quant'altro viene usato per scopi sessuali dai più, può essere considerato, ai fini di legge, una zona e/o un organo sessuale?
2.I vigili saranno incaricati di controllare le zone intime di chiunque transiti nella città alla ricerca di pallini, anelli o affini, affinché nessuna persona segnata con il marchio dell'infamia abbia ad entrare nel perimetro urbano? Oppure solo i residenti?
3.Possibile che nessuno dei buoni governanti della città emiliana sia stato minimamente sfiorato dall'idea che se una persona ha l'insana mania di farsi un buco dove non batte il sole, sarà certamente altrettanto squilibrata da essere disposta, se la legge lo vieta, a farselo fare in una botteguccia di contrabbando in assoluta mancanza delle più elementari norme igieniche?
- Una diciottenne modenese, tale Chiara Fantoni, è stata esclusa dal concorso Miss Italia per il solo fatto che sono state scoperte delle foto che la ritraevano in vesti e pose più consone ad una pornodiva che ad una rappresentante della pudica bellezza italica. Ci tengo a rassicurare la giovane, se si è chiusa una carriera da showgirl, potrebbe sempre aprirsene una come Ministro delle Pari Opportunità.
* “'A frittat e maccarun”, letteralmente “la frittata di maccheroni”, a dispetto del nome è una sorta di timballo di spaghetti o tagliolini con burro, formaggio e pepe, fritta in padella e assai sovente infilata tra due fette di pane casereccio e consumata fredda.