26/02/2008
Vento in poppa
“Servi della Gleba planetaria
schiavi della ghiandola mammaria...”
(Servi della Gleba, Elio e Le Storie Tese)


Inutile che incominci un post con la frase retorica “Ragazzi, da quanto tempo! Mi spiace non aver potuto aggiornare per ben 18 giorni ma ho avuto delle giornate dense di impegni e fitte di appuntamenti...”.
Macché. Vi ho abituati ad altro. Innanzitutto vi ho abituati ad una cadenza irregolare come il naso di Depardieu. E poi vi ho abituati a non ascoltare bugie.
Quasi mai.
In effetti, non ho fatto proprio nulla; ho passato questi giorni a godermi come uno stato di grazia la mia disoccupazione. E' come vivere in vacanza, solo che quando è agosto tutti chiedono di continuo “Quando parti per il mare?”, adesso tutti chiedono di continuo “Quando vai a lavorare?”
Convinta (leggasi “costretta”) da argomenti convincenti (leggasi “minacce”) dei miei amorevoli (leggasi “spaventosi”) genitori, sto quindi affinando le mie tecniche per apparire una lavoratrice seria e coscienziosa e sto rimpolpando abilmente di competenze inventate il mio curriculum. Ad esempio:

COMPETENZE PERSONALI: Ho sviluppato
self control e diplomazia nelle lunghe snervanti attese in coda alla segreteria universitaria. Ho dimostrato una notevole capacità di interfacciarmi con la clientela e attitudine ai rapporti interpersonali facendo amicizia con i camerieri del bar “La Buca”. Ho acquisito inoltre competenze tecniche nell'educazione e animazione dei pesci rossi e dei canarini da compagnia (escluse le razze canterine).

Nel rendermi conto che, contro ogni aspettativa, le mie competenze sì articolate non mi rendono appetibile a nessun direttori del personale, sto realizzando che mi serve urgentemente un escamotage per riuscire nell'impresa.
Bè, miei cari pargoli dalle orecchie innocenti, per una donna tale escamotage non può che essere uno. Qualsiasi livello di istruzione, ogni master, qualunque conoscenza o competenza capitola miseramente davanti ad un paio di ghiandole mammarie di taglia uguale o maggiore della quarta.
La vita di una donna è un percorso accidentato. Le delusioni si nascondono dietro ogni angolo.
Una donna deve affrontare, nelle vicissitudini che costelleranno la sua travagliata vita, un insostenibile e continuo complesso d'inferiorità, superiore anche a quello che striscerebbe negli spogliatoi di un'amichevole di calcetto negozianti del centro contro ambulanti senegalesi.
Parlandoci chiaro, questo è un mondo di uomini.
Gli uomini occupano tutti i posti chiave del potere. Gli uomini relegano le donne a ruoli subalterni.
E un paio di ghiandole mammarie riducono il maschio italiano che occupa un ruolo di potere ad un primate a cui estorcere ogni promessa.
Dunque, chi, come la sottoscritta, ostenta di un fisico filiforme (leggasi “pressoché piatto”), che mostra segni di sproporzione solo in corrispondenza della scatola cranica, passa purtroppo in secondo piano, costretta a mettersi il cervello sottobraccio e tornare a casa con la coda tra le gambe, senza aver avuto l'occasione di articolare una sola frase sensata.
Non che io voglia trovare un lavoro, sia ben chiaro.
E' solo che gradirei che l'interlocutore guardasse anche me invece di inabissarsi nella scollatura delle mie amiche più procaci!
Pensato da unfannullone alle 23:15 | link | commenti (8) | categoria: critiche decostruttive




08/02/2008
Guida alla sopravvivenza per disadattati – Ricerca attiva del lavoro
“...un modesto impiego io non ho pretese
voglio lavorare per poter al fin trovare tutta la tranquillità”
(Mille lire al mese, Gilberto Mazzi)


Ed eccoci giunti al nostro ormai consueto appuntamento con il corso di sopravvivenza per garantire qualche chance in più a voi, carissimi disadattati.
In una società competitiva, spietata, crudele come la nostra, vi sarà più volte prospettata la possibilità di crearvi una carriera che vi porti alle più alte vette della gerarchia sociale. Le possibilità intellettive ed il talento magari non vi mancheranno, ma ovviamente, essendo disadattati, sarete ostacolati dalla vostra viscerale incapacità di tessere una rete di rapporti sociali con persone “importanti”, ma soprattutto dalla vostra apparenza di perfetti idioti. Ma, sebbene i più lo ignorino, noi sappiamo e voi sapete che avete le carte per poter imbastire una carriera più che soddisfacente. O, più probabilmente, per guadagnare abbastanza da farvi sopravvivere.

Secondo un recente sondaggio* il 90% dei disadattati ha una infallibile tecnica di ricerca attiva del lavoro che consiste nell'aspettare che il lavoro trovi loro: ad esempio, attendere che genitori e/o parenti e/o amici mobilitino le loro amicizie per trovargli qualche lavoro di non rilevante complessità; oppure passeggiare incoscienti finché non inciampa in un cartello “cercasi collaboratori”; oppure indebitarsi a tal punto da prendere il primo lavoro che capita a tiro in qualsiasi modo.
Il nostro obiettivo, miei cari ingenui disoccupati, è rientrare in quel 10% che il lavoro fa qualcosa per cercarlo.
La vostra amicizia più “influente” è probabilmente Peppe 5 euro, il rinomato ristoratore beneventano del centro storico, famoso per la sua cucina esageratamente speziata; eppure la vostra naturale ritrosia vi frena dal chiedergli un favore che non sia servirvi un antipasto abbondante con un quarto di vino. Per cui piuttosto che recarvi dal potente di turno ad elemosinare un tozzo di pane in cambio dell'eterna fedeltà, dovrete rimboccarvi le maniche e cercare di fare da voi.
Il mezzo più rapido e semplice per mettere il naso nel mondo del lavoro sono gli annunci. La media di annunci di lavoro pubblicati sull'editoria cartacea è 456489 * 1015 all'anno**. A cui vanno aggiunti quelli su internet. Sebbene sia impossibile stilare una media, sulla maggior parte dei siti gli annunci sono comodamente divisi per regione, provincia, mansione ricercata, stipendio percepito e numero di scarpe del caporeparto.
Chiaramente, miei diletti, la vostra naturale mancanza di fondi, esauriti dall'ultimo indispensabile acquisto (un essiccatore professionale a due velocità in grado di ridurre un cocomero alle dimensioni di una noce), vi farà optare per la ricerca sulla Rete delle Reti. Che pure offre le sue insidie. Quindi state molto attenti! Qui di seguito riporto alcuni esempi tratti dalla vita reale che vi illumineranno sui tanti pericoli degli annunci di lavoro via web.

Caso numero 1:
Filiberto C., 23 anni, alla prima esperienza lavorativa, trova su un sito specializzato il seguente annuncio:
Telelavoro settore commerciale
Cercasi giovani assolutamente privi di titoli di studio o esperienze, meglio se con Q.I. medio-basso per lavoro part-time da casa tramite internet. Guadagni comodamente da casa tua anche 3000 euro al mese, con un miserrimo investimento iniziale. Per informazioni compilare il modulo su www.guadagnofacilissimo.com.

Filiberto C., riconoscendosi nel profilo professionale indicato, compila un form indicando i propri dati personali. Dopo una settimana, a fronte del miserrimo investimento di 6488 euro più IVA, ha ottenuto l'iscrizione ad un grande centro commerciale on line che al momento vende solo prodotti specializzati per ammaestratori di quaglie.

Caso numero 2***:
Cornelio M., 30 anni suonati, una laurea in Scienze della comunicazione con master in Professional engineering of dumbness, si imbatte durante la navigazione nel sito levogliesegretedisamantha.com in un banner che lo redirige ad un sito di annunci in cui legge quanto segue:
Dirigente punto vendita
Cercasi neolaureato in qualsiasi disciplina, giovane, dinamico, anche senza esperienza per lavoro full time a tempo indeterminato, per un posto di caporeparto superdirigente coordinatore megadirettore. Si offre stipendio fisso di 1500 euro mensili più automobile aziendale. Possibilità di crescita professionale, in cambio di spirito di adattabilità, elasticità e dedizione.

Cornelio M., trovando che un posto di dirigenza è giusto ciò che fa per un superqualificato come lui, invia il proprio curriculum. Dopo dieci mesi di corso di formazione (in cui viene quotidianamente legato ad una sedia con dei divaricatori alle palpebre e costretto a vedere dei filmati), è assegnato ad un supermercato di infim'ordine in cui lavora 18 ore al giorno (compresi festivi) come scaricatore, magazzinere, impiegato, donna delle pulizie, cassiera e zerbino (mansione per la quale gli viene chiesto di tatuarsi la scritta “Benvenuti” sulla schiena).

Caso numero 3:
Adalgisa D., 21 anni, diplomata da un anno alla prestigiosa scuola di estetica “Comm sì bell” di Campizze di Rotondi, leggendo l'oroscopo su Virgilio, invece di cliccare sulla scritta Capricorno, clicca per sbaglio su un banner che la porta sul sito di un rinomato atelier di fotografia. In home page capeggia la scritta:
Artista affermato cerca modella per servizio fotografico destinato ad un progetto altamente culturale. Possibilità di girare corto/lungo-metraggi. Si richiede bella presenza, bel fisico, reggiseno min. 3a taglia e predilezione per le pose artistiche. Chiamare ore pasti per appuntamento il 345 4587793 e chiedere di Luigi.
Adalgisa, che sogna fin da piccina di intraprendere una carriera nel mondo dello spettacolo, ritenendo di avere un bel fisico (se si eccettua un filo di cellulite, ma tanto, si sa, con Fotosciop si fanno miracoli), fissa un appuntamento e svolge un breve colloquio di lavoro con il fotografo/regista, tale Luigi Mascaturo, detto Giggino o' Rattus. Dopo un mese ha assunto il nome d'arte di Samantha ed ha un sito tutto suo: levogliesegretedisamantha.com. Anche se, a dire il vero, la sua faccia non si vede mai.


* Fonte: HansSprungfeld & Co.
** Fonte KatzTzsoneso Inc.
*** Chiunque riscontrasse similitudini tra questa vicenda ed altre documentate che riguardano una catena internazionale di supermarket il cui nome di 4 lettere inizia con la L, è pregato di farsi gli affari suoi.
Pensato da unfannullone alle 12:19 | link | commenti (5) | categoria: il web e i suoi abitanti, sopravvivenza per disadattati




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"Senza pretesa di voler strafare io dormo al giorno quattordici ore anche per questo nel mio rione godo la fama di fannullone ...ma non si sdegni la brava gente se nella vita non riesco a far niente." Ebbene sì. Mi fregio di essere un fannullone
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