29/01/2008
Esimia Dott.ssa Fannullone...
“...inutile al mondo ed alle mie dita
bollato per sempre truffatore imbroglione
dottor professor truffatore imbroglione”
(Un Medico, Fabrizio De André)


Succede a tutti di arrivare ad un punto di svolta della propria vita.
Succede che dopo sette lunghi anni di studio e perdita di tempo a vario titolo in uno stabile universitario, la tradizione preveda la redazione di un lavoro conclusivo.
E' successo anche a me. Nessun problema per la redazione, me la cavo bene a scrivere.
Il problema è che succede anche di dover illustrare quanto si è affermato per iscritto davanti ad una commissione di esperti. E, quel che è peggio, davanti ad un uditorio di parenti, amici, conoscenti e perfetti sconosciuti.
Mi è successo anche questo. Ieri pomeriggio.
Sono arrivata in mostruoso anticipo, elegante ed azzimata come il giorno della Prima Comunione, elevata a sovrastare tutti i presenti su un maestoso tacco cento (per i profani, 10 interminabili centimetri da trampoliere). Ho parcheggiato la macchina lontanissimo. Le cerimonie si tengono in centro storico ed il centro storico a Benevento è completamente chiuso al traffico.
Ve l'avevo detto che il centro storico è pavimentato a sanpietrini? Arrivati nella sala delle lauree i miei piedi cantavano “Lacrime napulitane”.
Sudata come un Mocio Wileda per il caldo-umido dell'inospitale città campana e per l'insostenibile tensione, mi trattengo a scambiare due parole con il relatore, che, notando la mia faccia da patibolo, cerca inutilmente di farmi animo. Intanto la mia famiglia ride alle mie spalle e mia madre mi fa notare che sto lentamente sbiancando.
Mi sono seduta in prima fila su delle poltroncine troppo basse per le mie gambe lunghe di ragno. Ho dovuto attendere il mio turno con le ginocchia in gola e le mani a cercare di coprire il copribile con la gonna. Ero l'unica candidata con al gonna. E in quel momento ho capito perché.
Ve l'avevo detto che sono brava a scrivere?
A parlare invece sono un disastro. A parlare in pubblico sono una catastrofe. A parlare in pubblico davanti alla mia famiglia sono una calamità naturale.
Ma ho avuto fortuna: il mio turno è arrivato dopo due tesi insostenibilmente noiose. Quando mi sono alzata dalla mia poltroncina troppo piccola metà del pubblico era addormentato compresa la mia famiglia. Mia sorella russava.
Non so cosa ho detto. O meglio cosa ho balbettato.
So solo che qualcosa l'ho detto perché quando sono tornata al posto avevo la lingua foderata di moquette ed ho pensato che il massimo della mia ambizione in quel momento era infilarmi sotto le coperte del mio letto e succhiarmi il pollice chiamando la mamma.
Odio le formalità. Proclamazione, saluti, baci, auguri e frasi incoraggianti, la tensione si è stemperata in un certo senso del dovere sociale che mi ha reso più docile.
In ogni caso, ho una laurea in giurisprudenza. Quindi è stato un successo.
Poi stamattina mi sono svegliata con un dubbio. Cosa farò ora? Che scuse dovrò trovare per continuare ad esercitare la mia professione di fannullone?
Succede a tutti di arrivare ad un punto di svolta della propria vita. Che poi rimane identica a se stessa e tu resti esattamente quello che sei sempre stata è un altro discorso.
Pensato da unfannullone alle 10:51 | link | commenti (16) | categoria: i miei difetti, scampoli di vita vissuta




17/01/2008
Malleus Pontificarum
Sottotitolo: Come filarsela all'inglese interpretando la parte della vittima.

Sotto-sottotitolo: i torbidi fatti del gennaio 2008 in un turbine di religione e politica.


Sarà che sono una persona facilmente impressionabile, ma le edizioni straordinarie mi hanno sempre messo una certa ansia. Appena il mio orecchio percepisce una sigla di TG in un orario diverso da quello consueto, vengo presa da una sonora tachicardia.
Ieri è appunto scattata la molla dell'ansia da TG a metà mattinata.
Non devo neanche spiegarvi il perché.
Il problema è che la classe dominante del paese è scossa da sussulti e fremiti che, no miei cari pargoli, non rappresentano, come sarebbe molto più ovvio, l'incredibile onda d'urto del simultaneo giramento di *05030* (c.a.p. di Otricoli) della popolazione italiana, bensì delle lotte fratricide che segnano la cieca spartizione del potere della classe digerente. La metatesi è voluta: digerente. Con quel che mangiano ogni giorno, mi pare il minimo.
Ciò ha avuto, nella mia umile e modesta quotidianità dei risvolti interessanti. Una folla di giornalisti, politici, simpatizzanti, antipatizzanti e curiosi vari si è assiepata davanti all'albergo più lussuoso della città (neanche troppo lussuoso) per ascoltare la filippica dell'Onorevole di cui evito di spendere il nome, quasi per una forma di discrezione nei confronti dei fatti giudiziari che stanno sconvolgendo la sua allegra famigliola.
Quando in una piccola città c'è un cittadino noto al grande pubblico, tutti si sentono molto orgogliosi. Quando questo cittadino famoso è coinvolto a vario titolo in fatti di cronaca, gossip o varietà (tre ambiti ormai tristemente fusi in un unica melma di materiale da TG), nella piccola città è festa di piazza. Non mi ricordo di aver visto tanta gente in fermento neanche alla festa della Madonna delle Grazie. E tutti hanno un pettegolezzo diverso. Non c'è necessità di leggere i giornali: anche il giornalista più preciso si eclissa dietro la dovizia di particolari con cui si racconta la notizia in un Bar dello Sport.
Il risvolti di cui parlavo si concretizzano fondamentalmente nel fatto che il 90% degli abitanti fossero concentrato nel 10% della superficie cittadina, creando nel resto della città una calma quasi irreale. Anche nella Segreteria Studenti, c'era un silenzio sepolcrale. In sette anni ho dovuto aspettare di consegnare la tesi per vedere la Segreteria completamente vuota. E ciò mi ha commosso fino alle lacrime.
A Benevento, è evidente, questioni più impellenti di cronaca giudiziaria gettano ombra su altri fatti, con cui presentano dei singolari punti di contatto. Un altro cattolico influente, di nazionalità tedesca, ha, apparentemente senza motivo, rifiutato di tenere l'ennesimo discorso omofobico e monocorde in una delle università più prestigiose dello Stivale. Motivo: aveva paura. Certo, è noto che la security del Papa ha fallito nel respingere l'attacco di Ali Agca, ma dall'81 qualche progresso in termini di organizzazione l'avrà fatto.
Insomma, sono l'unica a chiedermi come fa il Pontefice a visitare Stati dilaniati da guerra civile ed attentati terroristici e poi temere l'attacco di un gruppo di una decina di studenti armati tutt'al più di righelli e dotati di un'organizzazione militare e strategica degna dell'armata Brancaleone? Sorvoliamo poi sulle capacità cerebrali di un gruppo di invertebrati che organizzano una manifestazione di dissenso come se stessero progettando un colpo di Stato, esibendosi in teatrini che hanno etichettato con il bizzarro nome di occupazione...In ogni caso, cavalcando la tigre delle zingarate di questi simpatici anarchici amatoriali, il tedesco ha evitato in toto l'eventuale pericoli di contestazioni, fischi striscioni e (cosa alquanto improbabile dato il clima) sensate manifestazioni di pensiero contrario al suo.
La fazione avversa agli anarchici amatoriali, quelli che potremo chiamare i democristiani amatoriali, si sono presentati in aula magna con il bavaglio. La libertà di manifestazione del pensiero del prete più importante d'Italia è stata soppressa, dicono.
Signor costituente, la manifestazione del pensiero non comprende forse la possibilità per chi sta di fronte al manifestante di fargli notare di aver detto una *08025*ata (c.a.p. di Oliena)?
Signor costituente, la magistratura non è forse un ordine indipendente e distinto dagli organi di governo, che dovrebbero astenersi attacchi ed atti intimidatori nei suoi confronti nell'esercizio delle sue funzioni?
Ma soprattutto, signor costituente, c'è un modo per convincere il Governo a non cadere e restare in carica almeno fino alla settima successiva alla discussione della mia tesi? Sa com'è, tratta (tra le altre cose) di un disegno di legge di questo Governo...non vorrei avere intoppi...
Pensato da unfannullone alle 16:34 | link | commenti (7) | categoria: popolo ovvero uno animale pazzo




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"Senza pretesa di voler strafare io dormo al giorno quattordici ore anche per questo nel mio rione godo la fama di fannullone ...ma non si sdegni la brava gente se nella vita non riesco a far niente." Ebbene sì. Mi fregio di essere un fannullone
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