che giocava a ramino, fischiava alle donne.
Credulone e romantico, con due baffi da uomo.
Se avessi potuto scegliere fra la vita e la morte,
fra la vita e la morte, avrei scelto l'America”
(Buffalo Bill, Francesco De Gregori)
Sono reduce da una del tutto casuale visita al sito di Nexusdue.
Vi racconterò come ci sono giunta.
Quasi fine anno e i buoni propositi in stile "L'anno che verrà" si sprecano.
Quando ho un grave e pressante dubbio esistenziale, come ad esempio come risolvere uno schema di Sudoku, come reperire i programmi tv della serata oppure cosa fare della mia vita dopo la laurea, mi affido ad alcuni metodi infallibili. Uno di questi è "Ask Guru Joe". trattasi di un simpatico giochino che consiste nel digitare una qualsiasi domanda che presupponga una risposta che sia "Sì" o "No" e premere invio. Il Guru Joe avrà la risposta.
L'altro metodo è cercare tra le infinite risorse del web, affidandomi al motore di ricerca più famoso del mondo. Quello che ultimamente si è tanto concentrato sui nuovi servizi (mail, disco remoto, mappe satellitari, blog, programmi per ufficio via internet, liposuzione, pranoterapia, animazione per bambini e celebrazione di riti satanici) che come motore di ricerca sta iniziando a perdere colpi come un'Alfetta del 79.
Nelle mie peregrinazioni ho reperito casualmente, proprio nel blog di Nexusdue, a me ignoto prima di stasera, questo post. Sì, è un meme. A molti un meme risulta simpatico come un brufolo sul deretano; a me piacciono, e poiché il blog è mio mi accodo.
Il titolo del tema è "Dieci cose che vorrei fare, che vorrei essere, e che probabilmente non sarò mai".
Svolgimento.
1) Vorrei essere una scrittrice di successo. Tipo di quelle che pubblica una boiata a settimana e la suddetta boiata svetta subito in cima a tutte le classifiche di vendita.
E poi sul più bello, come fece Stephen King nei bei tempi che furono, pubblicare sotto pseudonimo e far finta di stupirmi del mio rinnovato successo.
2) Vorrei gestire un sito, uno grandissimo, immenso con fantastiliardi di utenti al giorno, che tratti di un'incredibile *81030*ata (c.a.p. di Castel Volturno) come ad esempio i rimedi della nonna per le emorroidi o i metodi di allevamento di lumache.
3) Vorrei fare l'assaggiatrice di dolci alla Ferrero. Sarei incredibilmente scrupolosa e (as)saggerei i vasetti di Nutella uno per uno. Il mio cucchiaino affonderebbe laddove nessuno ha mai avuto accesso.
4) Vorrei sceneggiare una, una sola puntata di Yattaman per far sì che vinca il Trio Doronjo.
5) Vorrei progettare borsette di Gucci che si autodistruggano con un'esplosione da 30 megatoni appena percepiscono le vibrazioni di una risata da oca giuliva.
6) Vorrei diventare la lookmaker di Marilyn Manson per vestirlo e truccarlo come Paris Hilton
7) Vorrei diventare la lookmaker di Paris Hilton per vestirla e truccarla come Marilyn Manson
8) Vorrei avere a disposizione un'intera città per dipingerla tutta. Tipo, già vedo la scena del sindaco che mi mostra il centro abitato dal punto più alto e mi dice: "E' tutta tua. Disegna ciò che vuoi. E non è neanche necessario che ti venga bene"
9) Vorrei fare la collaudatrice di materassi alla Permaflex. E magari riuscire a far disegnare me al posto dell'omino con il pigiama a righe.
10) Vorrei essere solo quella che sono, fannullona e romantica, con in testa un mucchio di sogni strampalati da non realizzare, senza esser costretta a diventare mai, neanche per un istante, una persona adulta.
"Here's to you raise a glass for everyone
Here's to them underneath that burning sun
Do they know it's Christmas time at all"
(Do they know it's Christmas, Band Aid)
Io adoro il Natale.
Lo adoro fino al 23 dicembre. Poi lo cancellerei dal calendario.
La Vigilia di Natale, giorno di infinita letizia e incondizionata bontà, si colora nella mia famiglia della grigia ombra della malinconia. Festeggiare con la mia famiglia toglierebbe il sorriso anche a Heather Parisi.
A casa fannullone, i regali si aprono con poco piacere appena cala il sole, onde permettere a ciascuno dei familiari di tornare senza indugio alle proprie occupazioni. Molte persone in Italia si riducono ad acquistarli la vigilia stessa, con scarso senso pratico; nella mia famiglia i regali si comprano ad ottobre, così mia madre "si toglie il pensiero", in quanto il fare un regalo la riempie di ansia e le provoca acute crisi di nervi. Dei regali 1 su 10 è azzeccato; gli altri sono inutili cosmetici dalle profumazioni improbabili o orribili capi d'abbigliamento anni '80.
Mio padre ha delle grosse carenze di attenzioni e così si inventa ogni volta un trucchetto diverso per stupirci: cardiopatia, gastrite, tremori, ballo di San Vito, vaginite...Dopo qualche anno abbiamo assodato che il pover'uomo è affetto da una forma cronica ed incurabile di ipocondria, per cui cerchiamo di ignorarlo. A Natale la malattia si manifesta nella sua forma più perniciosa, e si aggrava quando nota che sua figlia (la scrivente) ha passato da qualche tempo il periodo della pubertà, e si appresta a lasciare il tetto familiare. Ergo, da stamattina è sul divano con gli occhi semichiusi e gli arti abbandonati (nella posizione di Marat nel celebre quadro di Jacques-Louis David) e geme come Kylie Minogue.
Mia madre, invece, si dedica a declinare il baccalà in tutte le sue forme. Quest'anno mi sembra più mite, non mi costringerà a mangiarlo. Io ODIO il pesce. Solitamente passo il pranzo della vigilia a setacciare la zuppa in cerca dell'uvetta e la cena a sgusciare gamberi, le uniche cose del cenone di cui mi nutro.
Infatti, se si escludono i dolci, la tradizione campana prevede sulle tavole di ogni famiglia un cenone a base di:
- viscidi antipasti di mare dall'aspetto plastificato e il sapore di limone e colla coccoina
- spaghetti o linguine con crostacei semi-vivi
- "o 'purp", ovvero il polpo, sovrano della tavola; che oltre a suscitare tutta la mia compassione essendo un animale estremamente intelligente, suscita tutto il mio disgusto
- "o' capitone", il quale (forse non tutti sanno che) trattasi semplicemente di un'anguilla delle dimensioni di un'anaconda, resistente a qualsiasi tipo di sollecitazione e/o tortura, che spesso rimane viva nel lavandino per ore ed ore prima che la brava massaia le faccia la grazia di gettarla sul barbecue
- "a'nzalat e rinforz", ovvero un inquietante miscuglio di cavolfiori, peperoni, olive, alici e capperi dal pungente sapore di aceto.
- la frittura, di solito 30/40 chili di crostacei e calamari saltati in ettolitri d'olio, il cui effluvio impregnerà ogni angolo della casa fino alla Quaresima.
Manco a dirlo, tra questi cibi, ritenuti dai più appetitosi, si trova l'80% dei cibi che io non mangio. Sono molto golosa, ma solo di pochissime categorie di cibi, e si può tranquillamente affermare che il resto mi dà il voltastomaco.
Come ogni anno quindi, la sottoscritta, passerà il pomeriggio a chiedere a chiunque metta piede in casa un segno di approvazione per il mio presepe architettonicamente perfetto, come prima di lei anni or sono faceva Eduardo nella celebre commedia. Poi, stremata dall'indifferenza dei familiari, si sederà a tavola, riempiendo il suo stomaco, vuoto come la scatola cranica di Elena Santarelli, con bicchieri su bicchieri di Coda di Volpe Sannita-Special Edition Zio Michele, una ricetta di famiglia ottenuta dalla mescolanza di un normale Coda di Volpe con un vitigno che tutti ignorano (ingrediente segreto) con gradazione alcolica particolarmente accentuata.
A tutti i lettori - amici, conoscenti, o semplici passanti che siano - auguro di tutto cuore un abbondante, roboante, caloroso, pacchiano, scintillante, a volte un po' retorico, ma sempre felice Natale!
"Senza pretesa di voler strafare io dormo al giorno quattordici ore anche per questo nel mio rione godo la fama di fannullone ...ma non si sdegni la brava gente se nella vita non riesco a far niente." Ebbene sì. Mi fregio di essere un fannullone
Gli altri siti di ZazzĂ
*ZazzĂ - ovvero l'insostenibile peso di essere se stessi
*ZEDnet - l'idea geniale
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